Ustica; Oltre a 81 vittime, si ricordi sirolese Aldo Davanzali, proprietario di Itavia, ingiustamente in rovina dopo attentato a DC-9. Dalla Camera: ‘indagini proseguano su Ustica’

Via Aldo Davanzali, Sirolo - Foto Nicoletta Maggi

Alla Camera dei Deputati, il 26 maggio 2026, una conferenza stampa per dire no ad archiviazione inchiesta su tragedia Ustica

Una strada silenziosa in mezzo al verde. Ogni tanto qualche camper di turisti interrompe la quiete per recarsi ad un Agricamping per la sosta camper e ad un’azienda agraria che vende miele ed oli essenziali. Ci troviamo a Sirolo nelle Marche sul Conero e la strada è Via Aldo Davanzali. Nessuno dei turisti che ogni anno affollano la riviera marchigiana è al corrente di chi fosse in realtà Aldo Davanzali. Solo pochi sirolesi e abitanti della vicinissima Numana, perlopiù anziani o amanti di eventi locali, conoscono la storia di Aldo Davanzali, nonostante una strada sia stata intitolata proprio a lui diversi anni fa.

Via Aldo Davanzali, Sirolo – Foto Nicoletta Maggi

Aldo Davanzali nasce a Sirolo, in provincia di Ancona, nel 1923 ed è stato l’amministratore ed azionista di maggioranza di Itavia, la compagnia aerea balzata purtroppo alla ribalta per la strage di Ustica.

Le biografie ufficiali riportano che Aldo Davanzali fece parte della Brigata Majella, durante la Seconda Guerra Mondiale, e che era stato capo partigiano bianco, ovvero di orientamento politico cattolico.

Il 2 aprile del 1965 acquisisce la quota di maggioranza della compagnia aerea Itavia. L’aveva rilevata dal principe Caracciolo e ne era diventato presidente e proprietario.

Tutto procede alla perfezione fino alla terribile tragedia di Ustica del 27 giugno del 1980 nel tratto aereo Bologna-Palermo.

Aldo Davanzali

Nella seduta al Senato del 3 luglio, quasi tutti i partiti allora chiesero e ottennero la revoca delle concessioni di volo di Itavia. La società aerea venne chiusa e messa in liquidazione. Ci lavoravano circa 1.500 persone tra piloti, assistenti di volo, impiegati ed operai. Davanzali era sicuro che il DC-9 era stato abbattuto da un missile. Si legga l’intervista di Andrea Purgatori – massimo esperto del caso Ustica – sul Corriere della Sera del 5 luglio 1980. Pure Enzo Biagi lo aveva interpellato nel 1989 nel suo programma Rai e Davanzali aveva ribadito la tesi del missile lanciato da un altro aereo.

Al tempo invece fu accusato di scarsa manutenzione dei suoi aerei, che faceva viaggiare i passeggeri in ‘bare volanti’ e che era stato soltanto un incidente e non un attentato. La tragedia fu attribuita all’inizio ad un cedimento strutturale del velivolo. Davanzali si difese con tutte le forze, scrivendo anche all’allora ministro della Giustizia. Spese tutti i suoi soldi in avvocati per difendersi dalle ignobili accuse. Muore nel 2005 in povertà e malato di Parkinson a Loreto. Gli ultimi anni della sua vita li ha vissuti ritirato in solitudine nella sua casa di Sirolo.

Aldo Davanzali a sinistra

Solo nel 2018, la Cassazione ha deliberato che i ministeri delle Infrastrutture e della Difesa dovevano risarcire la compagnia Itavia oramai fallita. Le istituzioni riconobbero l’innocenza di Aldo Davanzali. Questi i fatti di cronaca.

Giusta la reazione della figlia Luisa che aveva chiesto rispetto per il padre. Ne ha ricordato le umiliazioni e le onte subite e raccontato che da grande imprenditore quale era aveva sognato fino alla fine di poter aprire una nuova compagnia aerea Made in Marche. Un visionario.

‘Mio padre era stimato da tutti e poi fu accusato e abbandonato – ha ricordato Luisa Davanzali – la sentenza di Priore lo ha scagionato, ma lui stava già troppo male per accorgersene. Si ammalò subito dopo Ustica. È morto anche lui con i passeggeri del suo jet’. 

Il 27 giugno del 2022, a 42 anni dalla tragedia di Ustica, il Consiglio regionale delle Marche ha intitolato l’atrio del Palazzo delle Marche ad Aldo Davanzali.

Il 26 maggio 2026, è stata organizzata una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, a 46 anni dalla strage di Ustica, per dire no all’archiviazione dell’inchiesta sulla tragedia nell’udienza davanti al Gip di Roma prevista per il giorno successivo.

‘La realtà non si può archiviare’- hanno affermato. E Don Ciotti: ‘non uccidiamo le 81 vittime una seconda volta’. Tutti assieme, l’associazione familiari delle vittime, diversi parlamentari, Paola Spadari in rappresentanza dell’Ordine nazionale dei giornalisti e FNSI a chiedere di proseguire con le indagini per raggiungere la verità.

Non si archivino le vite delle vittime. E tra loro si ricordi anche quella dell’imprenditore marchigiano Aldo Davanzali, distrutto anche lui dall’attentato. Aveva vissuto in solitudine e in miseria nella sua Sirolo, incolpato ingiustamente della morte di 81 passeggeri. Lo si ricordi non solo con una via romantica e quasi sconosciuta a lui dedicata a Sirolo. Inghiottito tra i tanti misteri del Conero.

Sirolo
Itavia – Pubblicità anni ’70
Informazioni su Nicoletta 174 articoli
Nicoletta Maggi è interprete simultanea e giornalista. Risiede nelle Marche, ma lavora da molti anni a Roma come addetto stampa. Ha lavorato in Inghilterra e in Germania.