A seguire articolo tradotto in italiano
Nel Regno Unito, nel mese di marzo, si celebrano sia la festa della donna l’8, che quella della mamma nel periodo di Quaresima. Quest’ultima addirittura affonda le sue origini nel Medioevo. Da noi invece l’istituzione della festa della mamma ha tradizioni molto più recenti e si festeggia in maggio.
La casa editrice britannica Pen & Sword Books che ha pubblicato di recente il libro Churchill’s Angel, The Life of SIS Agent Hazel ‘Jicky’ Smith di Nicoletta Maggi, ha chiesto agli autori di testi storici su personaggi femminili di scrivere un articolo sulle donne di cui si sono occupati. (Sotto il link con l’articolo di Nicoletta Maggi in inglese e successivamente la traduzione in italiano).
Balza agli occhi il fatto che l’articolo sul libro Churchill’s Angel, L’Angelo di Churchill, sia stato fatto uscire proprio il giorno dopo la decisione della Banca d’Inghilterra di eliminare il volto di Winston Churchill, assieme a quello di altri personaggi storici britannici, dalle banconote per lasciar posto ad immagini di animali selvatici e natura. Questo libro è l’unico che contiene il nome di Churchill nel titolo e l’articolo per la festa delle donne era stato consegnato i primi di marzo.
Coincidenza o rappresaglia?
Il link in inglese:
https://www.facebook.com/share/p/1BPRc9T9Mr/?mibextid=wwXIfr
Traduzione in italiano:
La storia di Hazel ‘Jicky’ Smith è importante non solo perché il suo ruolo nell’intelligence britannica della Seconda Guerra Mondiale era rimasto totalmente segreto e sconosciuto per tutti questi anni. E nemmeno perché il suo sacrificio non è stato ancora celebrato. Fu catturata dalla Gestapo in avanzato stato di gravidanza e torturata, ma non parlò e non tradì i suoi compagni della resistenza e, dopo mesi di prigionia, riuscì a farsi liberare. E non ricevette mai attestati di gratitudine alla fine del conflitto.
La sua storia di agente segreto è così attuale, un insegnamento per tutti, soprattutto per le donne. Prima dello scoppio della guerra, lei viveva in un’epoca molto simile alla nostra – un periodo di incertezza e sconvolgimenti politici, di proteste e giustizia sociale, sull’orlo di una nuova tecnologia, oggi l’I.A. che avrebbe rivoluzionato il nostro modo di vivere.
Nata in una famiglia molto benestante nell’Hertfordshire nel 1913, fin da ragazza non si adeguò alle regole della società dell’epoca. Aveva compreso che la miglior forma di emancipazione per una donna era la cultura e lo studio. Studiò letteratura, arte, storia e lingue straniere.
Si trasferì a Bruxelles dove si specializzò in grafologia. Studiò con Madame Teillard, allieva dell’autorevole psicanalista Carl Jung. Con lo studio dell’analisi grafica di una persona riusciva a carpirne la personalità, se corruttibile o onesta, sensibile o imperturbabile, falsa o leale.
Forte di queste sue rare competenze, venne arruolata dal SIS prima dello scoppio della guerra. In aggiunta, si era specializzata nella comunicazione con i piccioni viaggiatori, un settore dell’intelligence molto importante allora che è tornato di moda ai giorni d’oggi. I piccioni non possono essere intercettati da nessun radar e utili in caso di attacco nucleare, poiché si possono levare in volo.
Jicky si impose con le sue competenze nell’MI6. Non si preoccupò allora per le discriminazioni dell’agenzia nei confronti delle donne che ci lavoravano. Mai una lamentela. Lei del resto era tra gli intellettuali più preparati. Sir Claude Edward Dansey era stato nominato vice direttore del SIS/MI6. Aveva espresso la sua contrarietà nell’assumere donne come agenti segreti. Dal suo punto di vista, ‘loro semplicemente non erano affidabili’. Questo pensava delle donne. Lei non se ne curò affatto dall’alto della sua formazione intellettuale anche se erano lontani i tempi della nomina di Blaise Metreweli a capo dell’MI6.
Del resto, Il Premier Winston Churchill appoggiava il reclutamento di queste donne preparate, credeva nella loro utilità tanto che, romanticamente, vennero denominate gli Angeli di Churchill. Riponeva grandi aspettative nelle persone colte come lei tanto da dar vita al famoso ‘esercito degli intellettuali’
Jicky mostrò inoltre una totale avversione alle regole morali dell’epoca. Esibì i suoi vari fidanzati ed il fatto di essere rimasta incinta al di fuori del vincolo del matrimonio. Una mentalità quasi maschile. Sfidava le regole ferree della società.
Mai si era pianta addosso poi. Nemmeno in seguito, quando fu catturata e torturata dai nazisti. Resistette e tornò più forte di prima.
Eppure era una ragazza normale con tanti sogni per il futuro. Non ambiva ad essere un’eroina e a diventare famosa. Tutt’altro.
Cosa possiamo imparare allora da figure femminili come lei?
Il potere della cultura che serve a liberare e ad emancipare le donne da qualsiasi discriminazione e restrizione sociale. Mai smise di studiare. Morì nel 2011 e, pochi anni prima, aveva iniziato a studiare il russo ed il cinese – già conosceva l’italiano ed il francese. A chi le chiedesse a cosa le potessero servire rispondeva:’ non si sa mai, potrebbero sempre essere utili’. Vediamo oggigiorno quanto siano importanti queste due lingue per tutti gli eventi attuali. La cultura, l’arte e la letteratura elevano ogni persona.
La forza dei principi. Mai si sarebbe piegata al nazismo. I principi prima di tutto per raggiungere la libertà. Si sarebbe fatta ammazzare piuttosto che chinare la testa ed ubbidire schiava della dittatura. I suoi principi l’hanno aiutata a resistere a qualsiasi cosa. La resilienza scaturisce dagli ideali e dai credo che si possiedono.
La dignità. Sarebbe stata per lei al primo posto per tutta la vita anche in quella post guerra. Nel libro ci sono molti particolari sulla sua vita privata anche dopo la fine della guerra per evidenziare la sua personalità con le debolezze, fragilità e anche errori, ma sempre accompagnati da un forte senso di dignità di fronte a qualsiasi evento.
La fame di giustizia. La molla che la spingeva a compiere qualsiasi azione, anche la più pericolosa. Quando venne arrestata era incinta. Rischiò non solo la sua vita ma anche quella del suo piccolo che portava in grembo.
L’amore per la vita. Era affamata di vita, di passioni, di viaggi e di amicizie, incurante dei giudizi altrui persino negli sbagli. Rafforzata anche dal fatto che era sopravvissuta agli orrori della guerra, cercava di trasmettere la gioia di vivere alle persone che la circondavano.
Il coraggio. Ha avuto la forza di sfidare la dittatura di Hitler per assestare un colpo al regime nazista pur pagando duramente con la tortura.
Il senso del saper collaborare in squadra per un bene comune più alto. Aveva aiutato i gruppi di Resistenza Francia Libera di De Gaulle, li aveva coordinati e una volta catturata non li tradì mai. Per lei erano quasi una famiglia.
La lealtà alla parola data. Aveva firmato, in qualità di agente segreto, l’Official Secrets Act e mai lo tradì nemmeno negli ultimi anni della sua vita. Avrebbe potuto scrivere libri di memorie o partecipare a talk televisivi e diventare ricca. Non percepiva alcuna pensione come di regola allora nell’intelligence britannica. Non lo fece mai e rimase leale. La parola data era sacra.
Le lezioni di Jicky sono fonti di ispirazione in particolar modo ai giorni di oggi. Per le donne ma anche per gli uomini. E qual è il modo migliore per ricordare Jicky? Con l’emulazione dei suoi comportamenti. Il suo esempio di coraggio posseduto da chi è consapevole del pericolo e di forza e soprattutto i suoi principi, l’opposizione al male, il culto dell’onore e della giustizia siano fonti d’ispirazione per tutti.
Per il resto poi era rimasta una ribelle. Un’amante indipendente e indisciplinata della libertà.
